La cucina nel Carseolano

coppo

La cucina tradizionale carsolana è espressione tipica della cultura agropastorale locale. È principalmente basata sulle risorse agricole del territorio che, Ovidio docet, è particolarmente adatto alla coltivazione dei cereali nonché sull'antica pratica della pastorizia. Benché non sia povera di tradizioni tipiche, spesso varia da paese a paese. Simile in molti aspetti alla cucina povera dell'Abruzzo e del Lazio da dove, probabilmente, ha "copiato" l'uso del quinto quarto, ossia delle frattaglie ("rimmelle" in dialetto Carsolano). Tra le preparazioni tipiche, ovviamente, non possono che spiccare primi piatti e minestre a base di legumi e cereali come i tipici Maccaranuacci co gli palluccuni, i Buttunigli co gli cici etc.. Vari sono i secondi di carne (pecora e maiale principalmente), mentre è poco usato il pesce. Funghi e tartufi, di cui il nostro territorio ha la fortuna di abbondare, sono usati più come accompagnamento a primi piatti e risotti piuttosto che come piatto a sé (anche se il fungo porcino in padella o alla brace è ottimo). I contorni, a base di verdure coltivate ed erbe spontanee locali come, ad esempio, cicoria e caccialepere (Valeriana), accompagnano spesso la carne e la pizza cotta sotto agliu coppo (vedi immagine sopra). Quanto ai dolci, troviamo sovente negli ingredienti frutta secca locale come noci, nocciole (nocchie in dialetto) e castagne. Tipici del periodo natalizio sono i Murzitti e i Tozzetti, mentre a Pasqua si prepara un pane che prevede l'aggiunta di uova oltre ai classici acqua, farina e lievito.