Cenni storici su Carsoli e il suo territorio

Prefazione

In questo sito non s'intende ripercorrere la millenaria storia del paese di Carsoli; esistono già diverse pubblicazioni accademiche sull'argomento, già molte volte trattato da esperti e storici più autorevoli e preparati. Qui s'intende riportare soltanto un breve sunto, lasciando poi ai lettori la scelta di approfondire o meno il tema.

Per questo articolo sono state riportate fonti in parte reperite in Rete e in parte prendendo spunto dal libro "Carsoi Meo", edito dal Circolo Culturale "Carsoli Nostro".

immagine copertina storia

Etimologia del nome Carsoli

C'è incertezza tra gli storici sulla corretta etimologia del nome Carsoli. Il nome deriva chiaramente dall'antico Carsioli o Carseoli (al contrario di quanto si pensa, quest'ultima deonominazione era meno usata della prima in antichità) ma è sul significato che vi sono delle controversie. C'è chi lo fa risalire al semitico Cariath (città) - Sioli (Lupo o volpe) e quindi: "città del lupo" e/o "della volpe", ipotesi affascinante che manca però di riscontri oggettivi benché anche al giorno d'oggi nel territorio carseolano si registra una discreta presenza dei due mammiferi sopra citati.

Un'altra ipotesi, forse più fondata e suffragata anche dalla tradizione popolare, è l'origine romana del nome Carseoli che deriverebbe dalla locuzione latina Castrum Solis: "fortezza solatia".

Cenni storici

Carsoli è un'antico borgo italiano situato, più o meno, all'altezza del 70° km. della Via Tiburtina Valeria. Fu fondato dagli Equi poco dopo la costituzione di Alba Fucens, tra il 302 e il 298 a.C., senza dubbio come fortezza a guardia della strada che conduce a quest'ultima. È menzionato nel 211 a.C. come una delle dodici su trenta colonie latine che dichiararono limitata disponibilità monetaria e di soldati a supporto della guerra contro Annibale. Nel 168 a.C. fu utilizzato da Alba Fucens come luogo di confinamento per prigionieri politici. Fu saccheggiato durante la Guerra sociale (o guerra italica o marsica), ma, probabilmente, divenne "municipium" in un secondo momento. Tuttavia si sa poco o nulla a riguardo. Publio Ovidio Nasone, poeta Romano nato a Sulmona nel 43 A.C., nel IV libro dei Fasti, così descriveva il clima freddo di Carseoli:

"Frigida Carseoli, nec olivis apta ferendis Terrae; sed ad segetes ingeniosus ager."
"Ha Carsoli un terren frigido, e poco acconcio il frutto a generar d'olivo; ma per biade produr fecondo loco."

Che in italiano moderno significa, pressappoco: Carsoli ha un clima rigido e poco adatto alla coltivazione degli olivi ma è adatto alla coltivazione del frumento".

Nello stesso libro, Ovidio, decanta anche "i candidi funghi e le verdi malve" e racconta la leggenda della Volpe Carseolana che tratteremo in un capitolo apposito.

Durante l'Impero Romano Carseoli ottenne una qual certa autonomia, compresa anche la possibilità di avere un proprio senato, come da reperto andato distrutto dai bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale, che riportava la dicitura: S.P.Q.C. (Senatus populusque Carseolanu).

Con la caduta dell'Impero, la storia di Carseoli si fonde con quella della Penisola italiana, e a causa della sua posizione geografica fu più volte attraversata e saccheggiata dalle orde barbariche, costringendo i suoi abitanti ad abbandonare la posizione pianeggiante di Carseoli per rifugiarsi in luoghi più facilmente difendibili. Da uno di questi (Colle S.Angelo) si è poi originato l'odierno centro abitato di Carsoli.

In epoca medioevale, secoli in cui il paese ebbe a chiamarsi anche Celle Sant'Angelo o semplicemente Celle, in concomitanza con le scorribande saracene nel centro-sud d'Italia, nacquero le prime fortificazioni volute dagli allora conti dei Marsi, Rainaldo in particolare. E fu da quel nucleo fortificato che poi si sviluppò il paese, di cui, purtroppo, i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, hanno distrutto e quasi cancellato l'architettura e l'urbanistica.

Con il passare dei secoli, mentre il territorio apparteneva al Regno di Napoli, diverse furono le famiglie che dominarono il Carsolano, tra le quali; gli Orsini e i Colonna. Pur facendo parte del Regno di Napoli, il carsolano subì a lungo l'influenza delle questioni romane in virtù della vicinanza con lo Stato Pontificio. Inoltre si trovò spesso coinvolta dalle dispute che talvolta scoppiavano tra membri delle più potenti e influenti famiglie romane, tra le quali, appunto, i Colonna e gli Orsini.

Nel 1888, con la costruzione della linea ferroviaria Roma-Pescara, nel carsolano e in tutto l'Abruzzo, si ebbe una svolta sociale ed economica, grazie al ridursi dei tempi di percorrenza per merci e passeggeri, che fino ad allora erano costretti ad utilizzare mezzi a trazione animale, se non addirittura a piedi. Questo "accorciarsi" delle distanze diede il via a un nuovo fenomeno: il progressivo abbandono delle campagne e delle pratiche ad esse collegate (pastorizia e agricoltura, ecc.) verso le città che necessitavano di sempre maggiore manodopera.

Ovviamente, tutto questo non bastava a dare lavoro a tutti, perciò molti si videro costretti ad emigrare all'estero, sia verso l'Europa che verso l'America e l'Australia.

Un ulteriore arresto dell'economia fu dovuto al primo conflitto Mondiale, quando diversi furono i carsolani chiamati a combattere per l'Unità Nazionale.

Tralasciamo di citare l'era fascista, in quanto la condizione socio-politica dei cittadini carsolani dell'epoca fu pressoché identica a quella di altri compatrioti nel resto delle regioni italiane, mentre non possiamo non citare i dolorosi bombardamenti alleati avvenuti sul finire della Seconda Guerra Mondiale, che, oltre a causare la distruzione delle condizioni economiche di moltissime famiglie, causò decine di vittime e la completa distruzione di quello che era stato un vero e proprio gioiello d'architettura medioevale. Risparmiamo ai lettori la cronaca degli eventi noti ai più, così come tralasciamo gli ovvi sviluppi economici dovuti sopratutto alla costruzione della linea autostradale, nel 1970, e al conseguente sviluppo industriale da essa derivato in quanto storia molto recente che tutti ben conosciamo.